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Maltrattamenti animali aumentati del 25% Stampa E-mail
Scritto da Admin   
Domenica 18 Ottobre 2009 17:13

L'uomo, si sa, impiega gran parte della sua esistenza per migliorare il suo tenore di vita, spesso confusi da ciò che vogliono
e che non capiscono dove trovare e se lo trovano spesso non se ne accorgono e sono perennemente scontenti di tutto cio che li circonda.
I cani no, loro sanno perfettamente cosa vogliono, quello che li rende felici; essere importanti per qualcuno, far qualcosa
 per cui i loro padroni se ne compiacciano, infatti si dice che il cane è l'unico essere che conosce il suo Dio, cioè il suo padrone.
Ciò che distrugge la loro gioia è che nonostante tutto gli umani spesso si servono di loro per soddisfare il loro ego, poi li ricambiano con maltrattamenti e sevizie, in particolar modo questo accade per i cani da caccia, ma anche per quelli da compagnia non la passano meglio.
I loro padroni, umani, sfruttati e oppressi che sfilano nei cortei per difendere la democrazia, la costituzione e libertà di stampa,
spesso sono coloro che per primi dimenticano i diritti dei più deboli, di quelli che appunto, grazie alle gabbie e alle catene
non possono sfilare in nessun corteo e soprattutto, non hanno diritto di voto.

Questo, denunciano le associazioni animaliste, è ciò che subiscono circa 600mila cani in Italia, divisi tra quelli detenuti in gabbie
piccole o a catena, quelli segregati in garage al buio o in appartamenti senza mai uscire se non in rare volte, quelli a cui viene
imposto il collare elettronico, quelli sottoposti a percosse, quelli tenuti in cattive condizioni igeniche e malnutriti.
Pochi mesi fà è apparso su una nota rivista per cacciatori una novità molto interessante, il box a getto d'acqua.
Questa nuova invezione di una piccola azienda locale consiste nell'applicare dei sensori alle sbarre del box, quando il cane
abbaia i sensori trasmettono ad una centralina collegata a una pompa d'acqua a pressione che lascia partire un getto dentro il box, e questo si ripete ogni volta che il cane abbaia.
Il tutto viene venduto in kit con istruzioni di montaggio per il fai da te, alla non modica cifra di circa 1000 euro.

Il problema è che se anche qualcuno denuncia o fa un esposto, spesso non ne consegue nessuna azione da parte delle forze dell'ordine, perennemente impegnate nel controllo dei dischi orari delle auto in sosta.
Le associazioni animaliste hanno constatato un aumento dei reati del 25% nell'ultimo anno, a fronte di un calo delle condanne,
se pur solo pecuniare, per tali reati.
Per segnalare un maltrattamento si dovrebbero contattare i veterinari della Asl, se non riuscite a ottenere il loro intervento,
se inizia il classico scaricabarile, contattate un'associazione animalista.

Aidaa 02-2228518
Lav 06-4461325
 

 

 
 

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